|
Wiki e blog? Anche nelle imprese.
Dalla Grande Rete alle Intranet aziendali per organizzare la conoscenza
Relazione diretta Il vantaggio principale per i lettori di questo tipo di blog è avere informazioni e commenti di prima mano su cosa stia facendo un'azienda e, in senso opposto, poter comunicare direttamente a qualcuno di 'visibile' le proprie impressioni. Per l'azienda che crea il blog il vantaggio sta nel dare vita a un punto di concentrazione della conoscenza legata a un particolare argomento, conoscenza che viene in primo luogo da chi cura il blog ma anche dal pubblico che vi contribuisce. Ma il plus principale, se il blog è aperto all'esterno, è un fattore di immagine: se il blogger è autorevole e capace di sostenere il dialogo con il pubblico, acquisisce una buona dose di credibilità che si riflette sulla sua azienda e che la normale comunicazione di marketing non può portare. Se Robert Scoble difende Microsoft in un suo articolo, ad esempio, ciò che scrive è tenuto molto più in conto - proprio per la credibilità che Scoble si è conquistato nel tempo - di un comunicato stampa o della dichiarazione pubblica di un top manager. Ma il blog è un'arma a doppio taglio: nel dialogo diretto con il pubblico degli utenti un blogger non deve superare la sottile linea grigia tra parlare francamente e parlare troppo. Per evitare questo ci sono le linee guida, ma gli esperti di comunicazione aziendale ipotizzano già che le imprese cominceranno anche a selezionare i blogger in base alle loro capacità comunicative: un tecnico va bene per parlare con i tecnici, una persona di marketing se la può cavare meglio con un pubblico più eterogeneo. Anche per evitare questo problema, molte aziende hanno scelto di creare - esclusivamente o insieme a quelli pubblici - blog privati per lo scambio solo interno di informazioni. IBM ha ad esempio avviato BlogCentral, un progetto-ombrello che lo scorso marzo contava circa ottomila utenti registrati per quasi tremila singoli blog. I dipendenti IBM usano BlogCentral soprattutto per seguire come i loro colleghi stanno sperimentando nuove tecnologie o nuovi prodotti, in modo da mantenersi aggiornati con ciò che Big Blue sta producendo nel suo complesso. Mantenere privato un blog può non bastare per evitare grattacapi ai responsabili delle pubbliche relazioni: ciò che si trasmette in rete, specie in aziende con migliaia di dipendenti, rischia sempre di diventare pubblico. E' accaduto al blog privato di Intel curato dal presidente Paul Otellini, quando alcuni suoi commenti molto diretti - su Intel e sulla concorrenza - sono stati pubblicati in dettaglio sul Web.
Una nuova collaborazione Il blog è una forma di comunicazione 'uno a molti' in cui il pubblico non può modificare, ma solo commentare, ciò che il blogger ha messo on line. Un wiki è invece un sistema collaborativo in cui chiunque può estendere, modificare o al limite eliminare le informazioni in esso contenute. E' come una grande lavagna virtuale su cui tutti i partecipanti al wiki sono invitati a scrivere. In ambito aziendale si sono già dimostrati un buono strumento per creare e sviluppare basi di conoscenza in continuo aggiornamento. Un dipendente può ad esempio inserire in un wiki la sua esperienza nell'uso di una particolare tecnologia, man mano i suoi colleghi - e anche altre figure, se il wiki è pubblico - vi aggiungeranno le loro conoscenze, considerazioni o conclusioni pratiche. Il risultato finale - anche se non esiste una fine per un wiki - è che in questo modo si raccolgono le informazioni più significative e di qualità da una gamma ampia di fonti. E' chiaro che un wiki risulta particolarmente utile proprio nei casi in cui è importante aggregare molti input che provengono da un gran numero di persone che normalmente non collaborano fisicamente insieme. Infatti il wiki più noto in assoluto è Wikipedia, una quasi-enciclopedia on line che nella versione in inglese oggi raccoglie oltre seicentomila voci, curate da un numero di utenti che non è possibile stimare (sono circa tredicimila quelli registrati che hanno fornito almeno cinque contributi nell'ultimo mese). Un wiki aziendale non si pone questi obiettivi, ma la sua natura destrutturata permette comunque di raccogliere le informazioni sparse nell'impresa senza ingabbiare gli utenti nei sistemi di Knowledge Management. Resta anche in questo caso da definire una linea di demarcazione tra ciò che è collaborazione, magari anche caotica, e ciò che diventa vera e propria confusione nella gestione dei contenuti. Ogni wiki prevede, o dovrebbe farlo, uno o più amministratori che controllano il processo di aggiornamento delle informazioni e procedure che stabiliscano quali contenuti sono autorizzati e quali no, ma il principio dei wiki pubblici (la continua raffinazione dei contenuti da parte dei partecipanti porta a informazioni attendibili) non è sempre praticabile nelle loro versioni aziendali. Alcuni osservatori ritengono quindi che i wiki d'impresa diventeranno più simili ai blog, con una gerarchia più chiara di chi può, e in che misura, contribuirvi.

Copyright IDG Communications Italia - tutti
i diritti riservati.
I prodotti e i marchi citati sono di proprietà dei rispettivi titolari. |