il nostro network: PC World | GameStar | Macworld | Spotlight | Fiction-TV | Computerworld | Nuov@ Periodici Shop| Nuov@ Periodici

come funziona il quicklink
come funziona il quicklink

Canali
 CSO
 Storageworld


14-05-2004
stampa l'articolo Stampa Segnala

Il business nascosto dei cellulari

Le ricariche via Bancomat muovono oltre due miliardi di euro l'anno, il doppio di tutti gli acquisti via Web, con utenti fedeli e transazioni di valore: è il "mobile" a realizzare il sogno del commercio elettronico

di Stefano Betti


La telefonia cellulare sembra un pozzo di continue sorprese, un settore capace di cambiare le regole del gioco trascinando con sé tutte le altre piattaforme digitali. Ora viene fuori che il vero commercio elettronico in Italia non si fa con i pc, ma con il circuito ATM - i bancomat - a causa proprio dei cellulari.
A chiudere l'anno 2002 dell'e-commerce in Italia non si raccolgono che poche briciole dal Web: 700 milioni di euro, secondo le stime di Associazione Impresa Politecnico. Settore molto dinamico, peraltro, quello della spesa con un click, per il quale la previsione di crescita per il 2004, secondo la stessa fonte, è addirittura il sogno della new economy: +97%, con fatturato a 2.373 milioni di euro. Eppure ancora briciole nei numeri dell'economia nazionale.


L'e-commerce dell'angolo

Almeno a prima vista l'e-commerce nostrano è tutto qui, ma a scavare meglio escono le sorprese. E' un luogo comune che gli italiani si fidino poco ad acquistare beni e servizi attraverso una piattaforma digitale, hanno semplicemente scelto di non utilizzare il pc di casa per farlo, o non solo quello. I bancomat agli angoli delle strade sono la piattaforma di commercio elettronico più ricca d'Italia: "Ricaricare un cellulare allo sportello automatico è commercio elettronico - spiega Pierfrancesco Gaggi, responsabile del settore sistemi di pagamento dell'ABI - e si tratta senza dubbio di un fenomeno di rilievo".
Le ricariche dei telefonini rappresentano il 10% di tutte le transazioni Pagobancomat nel nostro Paese, spiega il manager della Associazione Bancaria Italiana: 50 e passa milioni di operazioni nel 2002, con un importo medio di 45 euro. Fatti due conti si tratta di 2,25 miliardi di euro solo nel 2002. Insomma: quanto si spera che il carrello della spesa virtuale porti all'economia italiana quest'anno, gli ATM l'hanno già portato due anni fa, anche se a beneficio di pochi operatori.
E' un canale ormai affermato se, sempre secondo dati ABI del 2002, il 56% dei clienti degli istituti di credito italiani sceglie proprio il circuito ATM per tutti i servizi accessori non bancari. E il fenomeno non accenna a fermarsi, il numero di transazioni di questo tipo eseguite attraverso i bancomat registra di anno in anno crescite a due cifre: "Transazioni - sottolinea Gaggi - che peraltro hanno un costo elevato, diciamo la verità. Per questo si registra una media per ricarica così elevata, gli utenti tendono ad ammortizzare la spesa".


Accordi privati

Il costo della ricarica applicato dal circuito ATM è oggetto di accordi privati presi singolarmente tra gli operatori e le banche, spiegano in ABI. Nel caso della ricarica telefonica chi percepisce la commissione è l'operatore telefonico, il quale riconosce una commissione a sua volta alla banca che lo ospita.
Sono accordi presi direttamente tra carrier e istituti, una trattativa che in realtà è oggetto di contratti standard e si fa di solito con cinque banche importanti: questo è sufficiente per coprire buona parte del territorio nazionale. A occuparsi del circuito, a definire le commissioni tra le banche e a gestire la promozione, c'è Cogeban - l'agenzia titolare del marchio Bancomat, un'associazione parallela ad ABI nata dieci anni fa e che è l'equivalente nazionale di Visa o Mastercard - ma del resto si occupano i singoli istituti.
"Non abbiamo dati sulla frequenza delle operazioni di ricarica - spiega il manager ABI - ma ci sembra di capire che un numero così elevato di operazioni lascia intendere che chi ha iniziato a usarlo lo fa normalmente, per comodità". Esiste anche un altro servizio che dovrebbe far sentire i suoi effetti, ma sul quale non sono ancora disponibili dati: è il servizio di autoricarica, offerto da alcuni operatori cellulari.


Bancomat e PA

Gli operatori cellulari e altri operatori di rete fissa hanno intuito già nel '99 le potenzialità del circuito ATM, fatto di oltre 35 mila punti vendita tutt'altro che virtuali, e ora è il turno della Pubblica Amministrazione. "Ci sono circa - spiega Pierfrancesco Gaggi - settemila sportelli utilizzati da enti locali per esazione di imposte e pagamento di multe, ma non ci sono dati sull'utilizzo. Ora stiamo lavorando con il Cnipa (Centro Nazionale per l'Informatica nella Pubblica Amministrazione) e il Ministero degli Interni per far leggere ai bancomat anche la carta dei servizi al cittadino". Su questo versante il problema non è di facile soluzione, spiegano in ABI: "Noi siamo legati agli standard bancari internazionali EMV per le nostre carte e abbiamo in corso un processo di passaggio al microchip, sempre attorno a questi standard. La Pubblica Amministrazione ha adottato altri standard, il punto di convergenza sul quale speriamo di poter attivare una collaborazione è quello di terminali, che potrebbero accettare entrambe le carte".
Un costo importante quello di adattare oltre 35 mila bancomat al doppio standard, che rischia di tagliare fuori i servizi al cittadino dallo sportello che gli italiani hanno scelto come interfaccia di cui val la pena fidarsi. Per certi acquisti almeno, quelli standard, anonimi e ripetitivi come la ricarica di un cellulare, molto simili a buona parte degli adempimenti burocratici che caratterizzano il rapporto tra enti pubblici e cittadini.





stampa l'articolo Stampa    Segnala

 

News
iscriviti alla nostra newsletter!
  • 08-02-2010
    HP Italia promuove la formazione di giovani specialisti di cloud computing
  • 08-02-2010
    BlackBerry, è il momento degli spyware
  • 05-02-2010
    EDI chiavi in mano per le PMI
  • 05-02-2010
    Sitecom mette in condivisione il 3G
  • 05-02-2010
    Security manager: qualche volta basta semplicemente passare all'azione...
  • 04-02-2010
    Cisco: i nostri risultati trimestrali confermano la ripresa economica
  • 04-02-2010
    Oracle, scoperta vulnerabilità zero-day nella release 2 del database 11g
  • 03-02-2010
    Facebook: ci servono tecnologie che sul mercato non si trovano
  • 03-02-2010
    Un nuovo vertice per l'italiana Pride dopo il passaggio sotto Ericsson
  • 03-02-2010
    Ecco la prima applicazione enterprise per l'accesso remoto da iPad e iPhone
  • 03-02-2010
    Social network: i timori delle aziende si concentrano su Facebook
  • 03-02-2010
    I server di Dell saranno più cloud
  • 03-02-2010
    Affare Telecom Italia-Telefonica, il vero problema è la rete
  • 02-02-2010
    Tre passi per lo storage di Fujitsu
  • 02-02-2010
    Sicurezza, parlano gli operatori di rete
  • 02-02-2010
    "Il mainframe? E' un hub per il cloud computing"
  • 01-02-2010
    Nokia Siemens Networks Italia: nominati i nuovi vertici
  • 01-02-2010
    Brocade unifica i supporti SAN e IP
  • 01-02-2010
    Chiusura d'anno in crescita per il settore telefoni mobili
  • 29-01-2010
    Il BlackBerry sarà anche biometrico?
  • 29-01-2010
    Google vuole estendere i DNS per migliorare le prestazioni del web
  • 28-01-2010
    Balzo dei profitti per Nokia
  • 28-01-2010
    Nuovo country manager per Interoute Italia
  • 27-01-2010
    F5 aggiunge SSL VPN alla gamma di apparati Big-IP
  • 27-01-2010
    Rete wireless per le quattro facoltà dell'Università di Brescia
  • 27-01-2010
    Novell lancia un kit per lo sviluppo di appliance software
  • 26-01-2010
    Cinque cose da sapere nella scelta di un'offerta platform-as-a-service
  • 26-01-2010
    Allied Telesis abbassa i consumi degli switch 'unmanaged'
  • 26-01-2010
    Windows Mobile, pubblicato per errore il kit di sviluppo della prossima release
  • 26-01-2010
    Le recessione frena le telefonate internazionali, ma avvantaggia Skype
  • tutti

     
    La biblioteca
      entra nella biblioteca
    La nostra biblioteca on line è il tuo punto di riferimento per scaricare white paper, ricerche e approfondimenti sui principali temi dell'ICT!
    Gli ultimi documenti inseriti:

    - Perdita di dati incontrollata: sei una vittima? Salva il tuo business

    - Cinque fasi per un consolidamento ottimale dei data center

    - L'IT non è allineato al business quanto crede di esserlo

    - Disaster recovery senza più disastri...

    - Proteggete le vostre transazioni commerciali

     

     
     
    Dai nostri partner



     

     


    Alcune pubblicazioni e siti di IDG nel mondo:
    Computerworld (USA) - Computerwoche (Ger) - Le Monde Informatique (Fra)
    China Computerworld (Cina) - CIO (USA) - InfoWorld (USA)
    Network World Fusion (USA) - Network World (Ita)
    Techchannel (Ger) - TechWorld (GB) - ComputerPartner (Ger)
    Bio-IT World (USA)


    Copyright © 2006 - 2010 Nuov@ Periodici Italia S.r.l. - tutti i diritti riservati - P. IVA 06868120152
    E' vietato riprodurre i contenuti di questo sito senza l'autorizzazione scritta dell'editore.
    I prodotti e i marchi citati sono di proprietà dei rispettivi titolari