L'Italia è il secondo Paese europeo - subito dopo il Regno Unito e davanti a Irlanda, Spagna e Germania - ad attuare piani di business continuity. Questi i risultati di una ricerca commissionata da Citrix alla società di ricerche Coleman Parker per valutare la percezione della business continuity e l'evoluzione delle relative strategie in Europa.
Dalla ricerca emerge che la maggior parte delle aziende europee riconosce nel piano di business continuity una delle priorità aziendali, in assenza del quale le conseguenze sull'attività aziendale sarebbero molto pesanti nel caso di un evento imprevisto. Molte imprese europee non pongono però questo strumento strategico in cima alla lista delle proprie priorità. Inoltre, i piani di business continuity in atto nelle aziende appaiano frammentari e poco strutturati: offrono solo linee guida ma non tutti gli strumenti utili per ripristinare il business in caso di blocco.
Circa metà delle aziende medio-grandi del campione ha in atto un piano di business continuity da almeno 4 o 5 anni, mentre una minoranza (circa un terzo del campione in Italia) lo ha attivato solo negli ultimi uno-due anni. Per quasi tutte le aziende intervistate il data recovery e il backup sono un elemento importante del piano, che deve anche tutelare dalle intrusioni e dal furto di dati aziendali. Per le aziende italiane e inglesi in particolare, un piano di business continuity deve prevedere che lo staff possa utilizzare i suoi strumenti anche in caso sia impossibile accedere agli uffici.
Nel caso dell'Italia ciò tipicamente accade con server sostitutivi e con sistemi di Webmail, meno della media europea attraverso sistemi di mobile computing.
In Italia, come in Spagna e in Francia, è il responsabile IT ad avere un ruolo fondamentale nella pianificazione del contenuto e nell'implementazione del piano di business continuity. Al contrario, in altre nazioni è il CEO ad avere un ruolo fondamentale sia a livello di pianificazione e contenuto sia di implementazione.
La ricerca rivela inoltre che secondo le aziende italiane sono le normative a influire sulla presenza di piani di business continuity, molto più rispetto ad altri Paesi, e che sono i costi di implementazione elevati a frenare la diffusione della business continuity.