L'avvio di Smau 2005 è stata l'occasione per delineare lo stato dell'e-commerce italiano, in base alle valutazioni effettuate dalla School of Management del Politecnico di Milano e da ANEE, la Commissione contenuti e servizi multimediali di Assinform.
Il 2005 si chiuderà con un giro d'affari nel settore B2C, limitatamente a quanto realizzato in Italia su siti italiani, pari a 2.800 milioni di euro (+40% rispetto al 2004). Resta invece stabile la quota di business internazionale, ossia di vendite all'estero attraverso siti nazionali. La media è del 12-13%, con picchi solo per settori spiccatamente "made in Italy" come l'abbigliamento (oltre il 50% del fatturato viene dall'estero) e il turismo (oltre il 20%). In quest'ultimo caso pesano molto le transazioni che i grandi player internazionali generano attraverso i loro siti italiani, come ad esempio Expedia.it, Lastminute.it, Opodo.it, e le compagnie aeree tradizionali estere. Buone le vendite di libri e film in italiano all'estero, anche se inferiore al 10% del fatturato, facilitate da una scarsa offerta di tali prodotti sui principali siti stranieri.
Il commercio elettronico nazionale mostra in ogni caso una marcata concentrazione: i primi venti operatori rappresentano oltre il 70% del mercato e crescono più della concorrenza. Segno probabilmente che i vantaggi acquisiti in termini di notorietà, affidabilità, qualità percepita e competenze sono difficilmente colmabili.
I comparti in evidenza
Tornando all'e-commerce italiano, la distribuzione delle vendite per settore merceologico vede il turismo al primo posto, con il 43% del mercato complessivo e un transato superiore ai 1.200 milioni di euro. Anche l'incremento del business anno su anno evidenzia un fattore importante: la crescita del settore turismo nel 2005 (415 milioni di euro) rappresenta oltre la metà del fatturato realizzato in più durante l'anno da tutto il mondo e-commerce italiano. Il comparto del turismo è quindi uno di quelli in cui l'e-commerce in questi anni ha raggiunto una sua maturità, tanto che il giro di affari on line rappresenta già una fetta significativa (vicina al 5%) di tutto il business del settore.
Il secondo settore per peso relativo è rappresentato dalle assicurazioni, in particolare la vendita di RC Auto da parte di compagnie dirette, anche se il peso relativo del comparto sta calando: era il 20% nel 2002, è il 12% oggi. A seguire l'informatica e l'elettronica di consumo, che insieme fanno l'11% del mercato B2C e mostrano una crescita stabile anno su anno attorno al 30%. Ancora più indietro, con pesi del 2-3%, i settori abbigliamento, editoria, musica, audiovisivi, grocery. In coda tutti gli altri (alimentare non grocery, oggetti artigianali e artistici, ricariche telefoniche e cellulari, prevendite biglietti, auto e moto, piante e fiori, eccetera) che insieme fanno un quarto "indifferenziato" circa dell'e-commerce.
In un settore che, come dicevamo, si è piuttosto concentrato, una ipotetica classifica dei migliori "commercianti" B2C si distribuisce come il mercato: undici aziende operanti nel turismo, quattro nelle assicurazioni e due appartenenti alla categoria "Altro". C'è chi ha lavorato in maniera efficace sul canale Web (Alitalia, Trenitalia, Vodafone...), ci sono le "costole" online di aziende tradizionali (nelle assicurazioni Genialloyd, Genertel, Onlinear, DirectLine), le compagnie aeree low cost (MyAir e VolareWeb), fino alle aziende nate per operare solo online (tra tutte eBay, Venere, Expedia e Yoox).
Meglio gli operatori "puri"?
Ragionando di multicanalità, il 2005 si presenta come un anno di svolta. Dopo diversi anni di stabilità (due terzi del mercato in mano agli operatori multicanale e un terzo alle iniziative nate per operare online) quest'anno il peso dei "pure player" è salito al 44% grazie alla forte crescita di alcune realtà come eBay, Expedia, Venere, Lastminute, Yoox, MrPrice, IBS o DVD.it. Tra gli operatori multicanale spiccano i buoni risultati ottenuti dalle compagnie di trasporto tradizionali (Alitalia, Trenitalia...) e dalle compagnie di ticketing online. Più in generale, la riduzione del peso delle iniziative che coniugano il canale online con i punti di vendita fisici è un trend chiaro ormai da qualche anno e sconta in buona parte la scarsa presenza online della distribuzione moderna in quasi tutti i settori.
Per seguire meglio lo sviluppo del mercato e-commerce, dieci operatori presenti sul Web (A-more.it, Comproedono.it, Costameno.it, Filmacasa, Glamonweb, IBS, Lastminute.com, Monclick, TicketOne, Volendo) hanno costituito NetComm, il consorzio del commercio elettronico italiano. Le sua prima iniziativa è dare vita a un osservatorio permanente, per ora trimestrale, sull'andamento del settore, mentre la consueta indagine annuale sarà ampliata all'analisi della domanda.